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mercoledì 1 ottobre 2008

Educazione del molosso

Educazione
Il molosso ha necessità di un compagno che lo indirizzi in maniera corretta e semplice verso quelle che saranno le sue attività, con una educazione che non deve mai essere basata sulle punizioni ma bensi sulla pazienza perché abbiamo con noi un cane estremamente sensibile, un cane che se si sentirà offeso o non capito si chiuderà in sé stesso ma proprio perché non abbiamo saputo capirlo, proprio perché dovevamo essere compagni più pazienti.

E se riusciremo ad educarlo nella maniera corretta avremo un amico che non smetterà mai di darci emozioni, di stupirci con i suoi atteggiamenti "umani", di mostrarci il suo affetto incondizionato, di essere membro della famiglia, di proteggerci, di vigilare, di giocare con noi.

Struttura e Carattere

Struttura fisica

Ve ne sono di diversa forma e peso dai 5 kg del carlino ai 120 Kg di un mastiff o mastino spagnolo.

Carattere

I molossi, a differenza di altre razze, sono molto dipendenti dal padrone e sentono il bisogno di avere sempre un contatto fisico che a volte può sembrare quasi "appiccicoso", per questo l'ideale per lui sarebbe poter vivere in casa, a contatto con i proprietari e anche se per cani di grossa mole sembra inopportuno loro ne sarebbero più che felici. Un cane fedele, attaccato al padrone, robusto, atletico per chi volesse fare sport con il suo beniamino, placido e riflessivo per chi vuole stare seduto su un’amaca con il suo cane che riposa ma nel frattempo veglia costantemente su di lui. Attaccato alla famiglia e soprattutto ai bambini dai quali si farebbe fare di tutto anche se è buona norma che un adulto vigili sempre perché se un cane di grossa taglia si mette a giocare con un bimbo potrebbe farlo cadere. È un cane estremamente giocherellone che matura verso i 3 anni e anche dopo questa età avrete sempre un cane che vuole giocare e divertirsi insieme al padrone.

Se volete un cane che sia una macchina che ubbidisca ad un vostro fischio con rapidità e incondizionatamente il molosso non fa per voi. È un cane ubbidiente ma i suoi tempi non sono certo fulminei, lui è molto riflessivo. In genere non c’è alcun bisogno di addestrarlo a compiti specifici poiché tutti quei compiti che deve svolgere sono nel suo retaggio genetico e al momento opportuno saprà cosa bisogna fare, saprà riconoscere l’amico dal nemico solo osservando e studiando la situazione.

Origine

Secondo una teoria ancora da verificare discendono tutti da un antenato comune, identificabile con un grosso cane dell'asia centrale adibito alla difesa del gregge ai tempi della primitiva pastorizia. La razza che ha (forse) conservato maggiormente le caratteristiche dell'antenato comune, grazie al relativo isolamento, è il mastino del tibet. L'antico molossoide si deve essere evoluto adattandosi ai vari climi ed ambienti geografici nei quali si trovò ad operare, dando il via alla formazione delle molteplici razze locali. Un'altra importante spinta evolutiva fu quella data da nuovi impieghi lavorativi: guardiani di proprietà, guardie del corpo, ausiliari nella caccia alla grossa selvaggina, cani da guerra, combattenti nelle arene, bovari ecc.

Abbiamo una rappresentazione di un antico mastino da guerra, di enormi dimensioni, in una tavoletta risalente all'850 a.C. ritrovata presso Ninive e conservata dal British Museum. Celebri nel mondo antico furono i cani di una popolazione dell'Epiro (i Molossi appunto), famosi per la loro mole e la ferocia con cui difendevano il gregge e combattevano in battaglia a fianco dei loro padroni. Partendo da cani importati dall'Epiro e dal Medio Oriente, gli antichi romani selezionarono una loro razza di molosso, il molosso romano, o Canis pugnax, adatto alla guardia delle masserie e al combattimento, usato anche come cane da guerra al seguito delle loro legioni: se ne trovano raffigurazioni in diversi mosaici di età imperiale. Questa razza, ormai scomparsa, sopravvive però in molte razze di molossi moderni, di cui è progenitrice: quella che per forma fisica gli si avvicina di più è il mastino napoletano (o forse la sua variante "leggera",rappresentata dal Cane Corso). Diversi autori dell'epoca imperiale (ricordiamo Gratius Falsicus nella sua opera intitolata "Cinegetica") testimoniano però di come i legionari furono impressionati dall'incontro con i cani delle isole britanniche i Pugnaces Britanniae, i progenitori dell'odierno Mastiff. Alcuni ritengono che tali molossi furono portati oltremanica 5/600 anni prima dell'invasione romana dai mercanti fenici, che li avevano avuti dagli assiri, mentre secondo un'altra ipotesi i mastini sarebbero giunti sulle isole assieme alle popolazioni dei Celti, attorno al primo millennio a.C., ma anche in questo caso i cani sarebbero stati acquisiti grazie agli scambi commerciali con il Medio Oriente. è che, inizialmente impiegati come temibili ausiliari in battaglia, ma anche nella caccia alla grossa selvaggina, vennero poi portati sino a Roma a combattere nei circhi, ed apprezzati al punto da incaricare un ufficiale apposito (Procurator Cynegii) al loro reperimento.

sabato 19 luglio 2008

Chi sono?


Molossoide

La locuzione “molossoide” deriva dai Molossi, popolo dell’antico Epiro orientale (regione montuosa della Grecia bagnata dal mar Ionio), di origine pelasgica. In un bassorilievo assiro del 4000 a.C. è riportata la più antica raffigurazione di un cane di tipo molossoide, nel quale è rappresentato un soldato che tiene al guinzaglio un cane gigantesco. La maggior parte della dottrina è concorde nell’individuare nell’arcaico Mastino del Tibet il progenitore di tutte le razze di questo gruppo, ritenendo che questi cani seguirono le varie popolazioni asiatiche in tutte le loro migrazioni e invasioni verso l’occidente.


Attualmente gli studiosi sostengono che siano stati i fenici, nel VI sec. a.C., a portare il molosso in Inghilterra e che a fucinare il molosso autoctono britannico contribuirono anche i cani da guardia dei celti anche essi di origine mediorientale. Ma è un dato di fatto che all’epoca dell’invasione dei romani, sotto la guida di Giulio Cesare (55 a.C.), molti molossi erano già presenti in ogni angolo dell’isola, poiché i britannici avevano utilizzato questi cani per fronteggiare gli invasori, aizzandoli contro il nemico prima del corpo a corpo. I romani rimasero favorevolmente impressionati dalla forza, irruenza e aggressività dei Mastini Britannici, tanto che, instaurata la “pax romana” nelle terre conquistate, i romani decisero di portarli in patria copiosamente.



Chi sono

I Molossi sono dei cani, che indipendentemente dalla taglia, hanno in comune due caratteristiche fondamentali: struttura massiccia, cranio voluminoso e brachicefalo (ossia più largo che lungo). Attualmente la Fci (Federazione Cinofila Internazionale) ha individuato i cani di tipo molossoide prevalentemente nel gruppo 2 (Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, molossoidi e bovari svizzeri) e in particolare nella sezione IIª che comprende:

  1. - Molossoidi tipo mastino (15 razze);
  2. - Molossoidi tipo cane da montagna (18 razze);

Altri molossoidi sono presenti in altri gruppi e in particolare nel Gruppo 3 (Terrier) nella sezione IIIª (Terrier tipo bull) sono presenti tre razze che possiamo considerare molossoidi a pieno titolo e cioè il Bull Terrier, lo Staffordshire Bull Terrier e l'American Staffordshire Terrier. Infine nel Gruppo 9, nella sezione XIª (Molossoidi di piccola taglia) rientrano il Bouledogue francese, il Carlino e il Boston Terrier. Questi cani sono diventati fra i più amati dal popolo cinofilo, infatti, nonostante l'aspetto aggressivo che può tradire a prima vista, sono dei compagni eccezionali, dato il loro carattere particolarmente dolce e protettivo soprattutto verso i bambini e i più deboli; che però non esitano ad attivarsi per controbattere l'eventuale pericolo quando sono a rischio i beni o la sicurezza del padrone e dei suoi familiari.